Il Rum, storia e nascita del distillato di canna da zucchero

Bentornati nel mio blog! In questo articolo voglio approfondire con voi la storia e quindi anche la nascita del rum, il distillato di canna da zucchero. In particolare andrò a parlarvi di alcuni aneddoti relativi a questo distillato molto apprezzato già da diverso tempo.

La materia prima – La canna da zucchero

Se parliamo di canna da zucchero in molti pensano che le sue origine siano associate a paesi appartenenti ad esempio al sud America. In realtà molto probabilmente, tramite diverse ricerche relative alla vita della pianta stessa, si è potuto facilmente risalire al suo paese di origine, Papua Nuova Guinea.

Gli stessi abitanti nativi del posto erano soliti masticare la canna in quanto erano in grado di ricavarne energia tramite lo zucchero. Quest’ultimo si trova in abbondanti quantità all’interno della pianta.

L’inizio della coltivazione in larga scala

Dovete sapere che anche in questo paragrafo uno dei principali responsabili sarà, come per molte altre vicende storiche molto conosciute, Cristoforo Colombo. Prima di arrivare a lui furono in molti a provare a creare delle piantagioni di canna da zucchero in Europa, con scarsi se non nulli risultati, in quanto il terroir di quei paesi non era adatto alla sua crescita. Ed è proprio qui che entra in gioco un personaggio storico tanto famoso come Cristoforo Colombo.

Dalla scoperta dell’America alla nascita dei primi zuccherifici

Fu infatti dopo la scoperta del nuovo continente che si scoprì in breve tempo come quei territori erano adatti alla coltivazione della canna da zucchero. Cristoforo Colombo in persona creò le prime grandi piantagioni e le fece controllare da delle persone fidate in quanto agli europei lo zucchero piacque molto. A quel tempo quando lo zucchero non era ancora prodotto in larga scala ed il suo valore era molto alto, simile a quello della vaniglia o dello zafferano.

Fu per questo motivo che in breve tempo le maggiori potenze europee, come Francia ed Inghilterra, corsero a insediare delle proprie colonie nel nuovo continente e sfruttarle per creare il loro commercio di zucchero. Cosa che la Spagna, grazie a Colombo, aveva già iniziato a fare.

A breve l’Inghilterra avrebbe iniziato a sfruttare le proprie colonie il piú possibile andando a tassare gli acquisti e le vendite dai prodotti importanti da paesi diversi. Per questo motivo le colonie inglesi presenti sul suolo americano dovettero forzatamente commerciare esclusivamente con la patria. Questo fu uno dei primi motivi che iniziò a creare del dissenso tra le colonie e che portò poi in futuro ad un’idea di indipendenza.

Il business dello zucchero e la tratta degli schiavi

L’aumento della richiesta della canna da zucchero aumentò considerevolmente nel giro di poco tempo. Queste fece si che non bastò piú sfruttare le popolazioni indigene americane e si dovette trovare una soluzione. È qui che, molti di voi si stupiranno di ció, la canna da zucchero fu uno dei principali motivi che rese la tratta degli schiavi uno dei fenomeni storici piú studiati, tanto grande.

Aldilà di come la maggior parte delle persone pensa inizialmente, la maggior parte degli schiavi era impiegato nella lavorazione della canna da zucchero piú che per il tabacco ed il cotone.

Siccome durante la tratta gli stessi equipaggi erano sprovvisti di alimenti ricchi di vitamina c, al tempo era facile perdere la vita a causa di una malattia molto comune, lo scorbuto.

Al fine di evitare di perdere metà dell’equipaggio si iniziò a consumare una specie di punch alcolico che prese il nome di Grog.

Le prime distillerie di rum

Durante le lavorazioni si scoprì che lasciando la melassa, lo scarto di produzione della canna da zucchero, da parte, questa in poco tempo iniziava a fermentare spontaneamente. Fu poi grazie agli olandesi, abili commercianti, che gli alambicchi arrivarono nelle colonie presenti in america e si iniziò a distillare i composti di melassa una volta fermentati. Nacquero così le prime distillerie di rum. Le stesse distillerie spesso venivano costituite da aziende che possedevano già numerosi piantagioni di canna da zucchero e zuccherifici.

Le prime crisi di produzione e l’introduzione dell’alambicco a colonna

Intorno al 1820 i francesi scoprirono lo zucchero dalla barbabietola e questo fece si che l’aumento della disponibilità di questo dolcificante causò un netto abbassamento dei prezzi. Negli stessi anni venne abolita anche la schiavitù e per le distillerie i costi di produzione aumentarono notevolmente dovendo pagare il salario ai propri operai. Per questi motivi molte delle aziende produttrici di zucchero e quindi anche di rum fallirono o vennero acquisite da aziende piú grandi.

Si dovette aspettare fino al 1830, con l’arrivo dell’alambicco a colonna, per rientrare nei costi di produzione e poter aumentare considerevolmente le entrate. L’alambicco a colonna permette infatti di lavorare con una distillazione continua andando a diminuire di molto i tempi di produzione e quindi anche i costi. Inoltre con questo alambicco ci fu un primo cambiamento nello stile di produzione che si differenziava dai primi proto rum. Lo stesso stile rimane ad oggi il piú apprezzato per il mondo della mixology e il piú venduto nel mercato globale.

L’arrivo della fillossera e l’età d’oro del rum

Tra il 1850 e il 1890 la fillossera portò alla distruzione delle coltivazioni di viti andando a decimare il mercato dei distillati da vino. Grazie a questo fattore non da poco il rum riuscì ad essere rimpiazzato in larga scala facendo aumentare la richiesta e quindi la produzione.

L’espansione di Cuba e gli stili di rum

Con l’arrivo del proibizionismo americano fu Cuba il primo paese che approfittò della situazione per invitare persone dagli Stati Uniti a viaggiare nella città. In questo modo gli americani potevano consumare alcolici senza disturbi in locali che offrivano altri tipi di esperienze relative al relax.

Gli stessi americani iniziarono ad investire nella città andando ad aprire lussuosi hotel e cocktail bar per soddisfare le richieste degli ospiti.

Pochi anni dopo gli Stati Uniti aiutarono Cuba stessa con la guerra d’indipendenza dalla Spagna in cambio di un controllo geo politico ed economico sul territorio.

Cuba in particolare scelse di utilizzare l’alambicco a colonna che portò a definire lo stile di produzione cubano piú morbido rispetto agli inglesi e ai francesi che continuarono ad utilizzare il pot still.

Rum industriale e rum agricole

In Francia la distinzione tra rum agricole e industriale venne quando, a causa dell’eruzione di un vulcano, molto distillerie vennero distrutte. Per questo motivo le aziende piú piccole rimaste che producevano rum, piú simili a delle fattorie, iniziarono a chiamare i propri rum agricole. I rum prodotti invece da grandi aziende e quindi in larga scala sono stati definiti e lo sono tutt’ora, industriali.

La nascita della tiki era

In questo articolo non andrò ad approfondire con la cultura tiki, cosa che invece farò una prossima volta. Mi sembra però opportuno concludere la storia del rum andando a citare questa importante era della miscelazione.

La tiki era si deve in particolare grazie a due imprenditori americani, Don Beach e Trader Vic, che grazie alle loro conoscenze imprenditoriali riuscirono a sfruttare la cultura polinesiana per lanciare delle nuove catene di locali.

Questi locali erano caratterizzati da ornamenti inusuali e dal servizio di cocktail a base di succhi di frutta e altri ingredienti esotici. Questi stessi ingredienti spesso rimanevano sconosciuti anche dagli operatori dei locali in quanto Don Beach creava dei batch senza condividere la lista di tutti gli ingredienti.

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